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Saluto
del Vescovo di Acqui, Mons. Micchiardi in occasione del Santo Natale
2007
Andiamo fino a Betlemme, vediamo
questi avvenimenti che il Signore ci ha fatto conoscere" (Luca 2,15) "Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia" (Luca 2,7). In un luogo sperduto del mondo, anche se non ignoto al popolo ebraico, a Betlemme, la Vergine Maria dà alla luce Gesù, Figlio di Dio fatto carne. Questo avvenimento, eccezionale (il Figlio di Dio che appare nella sua natura umana) e pure così celato agli occhi del mondo (solo alcuni pastori vanno a fargli visita), richiama alla mente l'evento della nascita dei bambini: piccolissimi esseri, ma così perfetti, della cui apparizione sulla scena di questo mondo solo pochi (i genitori, i parenti, gli amici) si accorgono, mentre la storia umana continua il suo cammino caratterizzato, in prevalenza, dall'attenzione ai grandi avvenimenti, alle operazioni finanziarie, agli incerti equilibri delle forze politiche e militari, alle azioni dei delinquenti che turbano il bene comune. Abbiamo bisogno che il Natale ci faccia riscoprire la ricchezza del dono dei bambini. Abbiamo necessità di riascoltare la parola dell'angelo ai pastori: "Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore" (Luca 2, 10 s.). L'angelo proclama la nascita del Salvatore per eccellenza, dell'unico Salvatore dell'uomo, Gesù Cristo. E noi ce ne rallegriamo. Vogliamo applicare tale annuncio di gioia alla nascita di ogni bambino in questo mondo, di ogni bambino che è, in qualche modo, soccorritore dell'umanità, perché assicura il perpetrarsi, in essa, del dono della vita, impreziosito, per il credente, dal dono di grazia che ci viene da Cristo Salvatore. Ecco, allora, la necessità di scuoterci dalla tristezza e di rallegrarci perché ogni giorno, per il mondo, si ripete, in certo senso, l'evento di Betlemme. Nel senso che nuove vite sbocciano sulla terra, apportatrici di speranza e di gioia! "Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto … perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo" (Matteo 2,13). La vita del Bambino Gesù, appena apparsa su questa terra, nonostante sia apportatrice di gioia, è seriamente minacciata. Sappiamo quanto la vita di un nuovo essere umano, pur segno di speranza e di gioia, sia oggetto di attentati di ogni genere, fin dal suo spuntare sulla terra. Quante vittime innocenti sacrificate nel grembo delle madri! Quanti bambini, venuti alla luce, e non accettati e non amati! Quante piccole creature che non riescono a sopravvivere a causa di malattie e di disagi, che nei paesi poveri non possono ancora essere alleviati in modo efficace! C'è tanto bisogno di essere, anche noi, come Maria e Giuseppe che mettono in salvo la vita di Gesù, anche a costo di sacrifici. E penso, allora, all'impegno più grande che possiamo porre per sostenere madri in difficoltà ad accogliere il dono della maternità; per accogliere bambini in affidamento; per sostenere opere che, da noi e nel terzo mondo, soccorrono bambini soli o ammalati. "Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini" (Luca 2, 52). È bello pensare a Gesù che, come uomo, cresce non solo in statura ed età, ma anche nella virtù e nella sapienza. Con questa immagine di Gesù che cresce, aiutato da Maria e Giuseppe, la ricorrenza del Natale ci suggerisce un'altra necessità delle nuovi generazioni: quella della educazione. Oggi si parla non solo di necessità, ma di urgenza educativa, a cui tutti devono collaborare: la famiglia, la scuola, la società civile, la comunità cristiana. Mi permetto di richiamare l'importanza essenziale dell'educazione alla fede per i bambini che hanno ricevuto il battesimo. Educazione a cui la famiglia deve attendere insieme alla comunità dei credenti. Troppo spesso, dopo aver fatto battezzare i loro figli, i genitori dimenticano l'importanza dell'educazione alla fede. Un segno di tale dimenticanza sta nel fatto che essi si limitano a chiedere la prima comunione e la cresima per i figli battezzati, ma non si curano di far loro frequentare regolarmente, e per tutto il periodo scolastico, il catechismo e la vita della comunità parrocchiale, che ha come momento culminante la Messa domenicale. "I pastori se ne andarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto … E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro" (Luca 2, 20 e 17). La scoperta di Gesù Bambino ha dato origine ad un nuovo corso nella vita dei pastori: si sono aperti maggiormente a Dio e agli altri. Il Natale di Gesù, che si ripete, in certo senso, ogni volta che nasce un bambino, trasformi la nostra esistenza, facendola più attenta al Signore e alla cura delle nuove generazioni! Buon Natale 2007! Buon Anno 2008! +Pier Giorgio Micchiardi Vescovo di Acqui |